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Global Media Influence Survey 2018

18 giugno 2018
Global Media Influence Survey 2018

Ogilvy ha diffuso i risultati della prima parte della Global Media Influence Survey al Festival dei Leoni di Cannes.
La strada per il futuro secondo i giornalisti intervistati?
L’importanza di un lavoro sinergico tra media tradizionali e social network (38%).

Il sondaggio, che ha coinvolto 350 giornalisti in tutto il mondo e 117 nell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), verteva su temi come il rischio delle fake news, l’evoluzione della comunicazione, la credibilità dei media tradizionali e dei social. Buone notizie per il giornalismo tradizionalesecondo la metà (47,7%) dei reporter dell’area EMEA è ancora la fonte di informazioni ritenuta più affidabile –, ma attenzione a non “snobbare” i social media (benché ancora oggi totalizzino un grado di fiducia inferiore al 10%), considerato che a livello globale la fiducia nei media tradizionali è declinata del 22% dal 2016.
Più di un terzo dei giornalisti dell’area EMEA (38,9%) ritiene infatti che per scongiurare il rischio di un’informazione scorretta e tendenziosa sia necessaria una maggiore integrazione tra media tradizionali e piattaforme di social network. E non si tratta solo di Facebook. Il 25,6% pensa in effetti che i media dovrebbero diversificare le proprie collaborazioni, andando oltre quelli che sono i giganti del settore. La responsabilità nel garantire che l’informazione sia autentica, affidabile e trasparente, rimane comunque nelle mani delle maggiori piattaforme social (33,3%).
Come si configurerà dunque l’evoluzione dell’informazione? Per 1 giornalista su 3 dell’area EMEA (29,9%), i social media in 1 o 2 anni diventeranno la principale fonte di informazione. Più cauti quelli del Nord America, secondo i quali ci vorranno dai 3 ai 5 anni (41%). Più della metà, inoltre, ritiene che la più importante innovazione ad interessare il settore sarà l’intelligenza artificiale (56,4%) e la sfida più grande quella di adattarsi ai cambiamenti socio-demografici dei propri interlocutori (38,1%).

Chi è già sulla buona strada nel processo di cambiamento? Sicuramente non i media locali in generale, che secondo il 63% degli intervistati devono modificare il proprio modello. Ci stanno provando la televisione (31%) e i notiziari (31,6%), mentre la carta stampata è ancora molto indietro (27,4%), contrariamente a quello che avviene oltreoceano (37,5%). Quasi la metà (46,2%), comunque, è concorde nel dire che non si smetterà di leggere: sia su un supporto stampato o sul feed dei profili social, questo rimarrà nei prossimi 5 anni il modo preferito per avvicinarsi al mondo dell’informazione.
In questo panorama, quindi, è la comunicazione integrata che appare come chiave per realizzare un’informazione affidabile, trasparente ma anche fortemente accessibile ai cittadini.
Per confrontarsi sul tema, contattare via mail Luca De Fino, Head of Content, Social & PR: luca.defino@ogilvy.com.
 

Informazioni sul sondaggio
Il team di Media Influence di Ogilvy ha condotto un sondaggio di 10 domande su un campione di 363 professionisti dei mezzi di informazione in tutte le regioni del Nord America e nelle aree APAC ed EMEA. Il sondaggio ha valutato nuove strategie per un mondo sempre più digitale e si è concentrato sulle opinioni di giornalisti, redattori e produttori che coprono una vasta gamma di argomenti, tra cui notizie nazionali, notizie economiche e finanziarie, notizie in ambito legislativo e legate alle risorse umane, nonché tendenze dei consumatori, tecnologia, intrattenimento, politica, sanità, viaggi e comunità multietniche. Il sondaggio è stato condotto nell'aprile 2018 via telefono ed e-mail dai membri dello staff di Media Influence di Ogilvy, dislocato sede in 22 uffici in tutto il mondo.

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